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EUR spa, com’è andata a finire: nel solito modo…

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La sede di EUR spa (foto AMBM)

...e con uno schiaffo al Sindaco Marino.

Nessun rinnovamento per EUR spa, società pubblica (90% Ministero dell’Economia e delle Finanze e 10% Roma Capitale), a un passo dal fallimento, che ha dovuto vendere i suoi gioielli come l’Archivio di Stato e i musei Pigorini, Arti e tradizioni popolari e Alto medioevo all’INAIL (1) senza peraltro  eliminare l’esposizione bancaria (2) accumulata  negli anni dopo una serie di sciagurate iniziative speculative di cui è simbolo il cantiere interrotto  della Nuvola di Fuksas, ma ancora di più il buco dove sorgeva il Velodromo. Situazione che avrebbe richiesto una profonda inversione di rotta e segnali di cambiamento  anche in occasione delle nomine del nuovo Cda. Invece l’assemblea degli azionisti, il 27 agosto ha confermato nella carica di Amministratore Delegato Gianluca Lo Presti e nominato Presidente Roberto Diacetti (3).

dal sito del Comune di Roma, 19 settembre 2012 (Diacetti è alla sinistra del Sindaco Alemanno, alla destra l'Assessore alla Mobilità Aurigemma, esponente di FI vicino all'on. Tajani

dal sito del Comune di Roma, 19 settembre 2012 (Diacetti è alla sinistra del Sindaco Alemanno, alla destra l’Assessore alla Mobilità Aurigemma, esponente di FI vicino all’on. Tajani)

La nomina di quest’ultimo è un vero schiaffo al Sindaco Marino, che nel luglio 2013,  poche settimane dopo il suo insediamento, l’aveva estromesso dall’ATAC (4), di cui  era diventato amministratore delegato grazie  da Alemanno  (5), suscitando le ire del centrodestra.  Ma soprattutto la conferma che, nonostante tutto quello che è successo in questi mesi, a partire dalle indagini Mafia Capitale, e nonostante i proclami e le manifestazioni, istituzioni e  partiti (e soprattutto il Governo) continuano a praticare le solite strade spartitorie e a riproporre sempre le stesse facce. Istruttivo il commento  di Cinquequotidiano, che riportiamo in calce, che ricostruisce la carriera di Diacetti,  e l’articolo dell’Espresso, qui sotto, che rivela   l’esistenza di un’ulteriore “Spada di Damocle” sul destino del patrimonio pubblico dell’EUR e dell’erario:  sembrerebbe infatti che EUR spa abbia stipulato un onerosissimo “contratto derivato” (5), che sarà rimborsato a partire dal prossimo anno. Altre vendite di gioielli architettonici che appartengono a tutti noi  in vista? Aggiungiamo l’articolo di Il fatto, del 5 settembre, che aggiunge ulteriori inquietanti particolari, come le “buone uscite” di Diacetti, pagate dai contribuenti.

scarica la delibera di Giunta Deliberazione n. 234 Determinazioni di Roma Capitale in merito agli argomenti iscritti all’Ordine del Giorno dell’Assemblea Ordinaria dei Soci di Eur S.p.A. DGCDelib. N 234 del 09.07.2015

Il Fatto 5 settembre 2015 MARCIO SU ROMA. Roberto Diacetti, recordman delle buonuscite, alla presidenza di Eur Spa. di GIORGIO MELETTI

Forse è l’effetto del commissariamento di fatto del comune di Roma. Forse hanno contribuito anche le ferie prolungate del sindaco. Fatto sta che mentre Ignazio Marino limava le sue memorie ai Caraibi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan gli ha fatto uno scherzo che non l’ha fatto ridere. Ha nominato alla presidenza di Eur Spa Roberto Diacetti, che solo due anni fa Marino aveva cacciato dal vertice dell’Atac, la disastrata azienda tranviaria della Capitale.   Eur spa è un carrozzone pubblico (90 per cento Tesoro, 10 per cento Campidoglio) che da sempre attira appetiti non sempre limpidi. La società è proprietaria del quartiere dell’Eur, è dunque una gigantesca società immobiliare.Si è svenata per costruire la cosiddetta Nuvola dell’architetto Massimiliano Fuksas, palazzo dei Congressi di indubbia bellezza e di dubbia utilità. È una celebre incompiuta, mancano 100 milioni per finirla e Eur Spa li deve trovare vendendo (o svendendo) immobili. Gli sciacalli aspettano solo che si apra il banchetto. 

  L’EX SINDACO Gianni Alemanno mise alla guida di Eur Spa l’amico Riccardo Mancini,che poi è stato arrestato due volte, nel 2013 per presunte tangenti legate all’acquisto di autobus per l’Atac, e nel 2014 nell’inchiesta Mafia Capitale. Alemanno, oggi indagato per mafia, volle Roberto Diacetti alla testa dell’Atac nel 2012. Era il sesto amministratore delegato in quattro anni di mandato del sindaco di centro-destra. Diacetti era già dirigente di una società controllata al 100 percento dal Campidoglio, Risorse per Roma, un baraccone che dovrebbe valorizzare e dismettere l’ingente patrimonio immobiliare del Comune. Per passare all’Atac si è messo in aspettativa.   Pochi mesi dopo è diventato sindaco Marino,che nel giro di poche settimane ha deciso di far fuori Diacetti dall’Atac. Il manager benvoluto da Alemanno – e detto “l’indossatore delegato” per l’abbigliamento sempre curato – guadagnava 265 mila euro all’anno e aveva un contratto di tre anni, cosicché per liberare la poltrona ha chiesto oltre 600 mila euro di buonuscita. Il comune è riuscito a chiudere a 315 mila euro tutto compreso. Il fatto incredibile è che la buonuscita non serviva a lenire la riduzione allo stato di disoccupato. Appena incassato, Diacetti ha ripreso servizio a Risorse per Roma, dov’era appunto in aspettativa. Lo stesso datore di lavoro, che con la mano sinistra gli aveva dato 315 mila euro per cacciarlo,il giorno stesso ha ripreso a pagargli con la mano destra lo stipendio di oltre 17 mila euro al mese.   NON È FINITA.Il 21 luglio scorso il consiglio d’ammnistrazione di Risorse per Roma, guidato da Massimo Bartoli fedelissimo di Marino, vara una ristrutturazione che prevede un certo numero di dirigenti in esubero. Tra questi Diacetti. Rapidamente il cda prende atto dell’autorevole parere pro veritate dell’avvocato Pasquale Landi, secondo il quale il contratto di Diacetti è perfettamente legittimo. Assunto a tempo determinato nel 2010, il manager ha ottenuto nel 2012 il passaggio al tempo indeterminato, e una clausola secondo cui in caso di risoluzione del rapporto di lavoro gli spettano 26 mensilità, pari a 692 mila euro.   L’azienda pubblica è riuscita a ottenere uno sconto e a licenziare Diacetti per la seconda volta in due anni versandogli solo 590 mila euro. Tirando le somme, al popolo romano le prestazioni manageriali del Diacetti, protrattesi per cinque anni, sono costate circa 2 milioni e 100 mila euro. Da oggi lo pagherà il Tesoro, cioè gli italiani tutti.

 [il testo  che segue a completamento dell’articolo  è stato trascritto dalla redazione]

E’ significativo che , mentre Marino e  i suoi assessori schiumano rabbia per lo scherzetto ordito da Padoan, Diacetti riceva le felicitazioni via twitter del deputato PD Umberto Marroni [ex capogruppo dell’opposizione PD durante la consigliatura Alemanno, nota della redazione], noto soprattutto per la partecipazione alla famigerata cena con Salvatore Buzzi, Gianni Alemanno, Luciano Casamonica, e l’allora presidente di Lega Copp Giuliano Poletti. DIACETTI HA INFATTI molti estimatori. Fra questi il più insigne è sicuramente il presidente del CONI Giovanni Malagò, che lo ebbe al suo fianco per l’organizzazione dei Mondiali di nuoto del 2009, quelli rimasti celebri per la piscina con le misure sbagliate. Malagò in questo momento è in luna di miele con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, con cui sta organizzando la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Sarà un caso, ma nel Cda di EUR spa è entrata anche Lucia Bugno, recentemente commissariata come consigliere della Banca Etruria insieme a papà Boschi, e subito scelta come direttore generale del comitato promotore della candidatura.

L’Espresso 03 settembre 2015 Cacciato da Atac, ora è presidente di Eur spa E la nomina ha anche l’ok di Ignazio Marino
Roberto Diacetti, messo da Alemanno alla guida dell’azienda dei traporti pubblici, fu mandato via dal nuovo sindaco subito dopo l’insediemento. Eppure in assemblea degli azionisti ha ricevuto anche il “sì” del rappresentante del Campidoglio. Autorizzato da una delibera di giunta firmata dal primo cittadino DI PAOLO FANTAUZZI
Raddrizzare la china di una società sull’orlo del fallimento, che ha chiuso l’ultimo esercizio con una perdita di 76 milioni e visto un ex amministratore delegato e un dirigente finire in galera per Mafia capitale: se non un fisico bestiale richiede di sicuro doti non comuni. E una buona dose di fiducia degli azionisti.

Se è così, chissà cosa dirà Ignazio Marino quando scoprirà che durante la sua prolungata assenza ai Caraibi l’assemblea di Eur spa (90 per cento ministero dell’Economia, 10 per cento Roma Capitale) ha nominato come nuovo presidente Roberto Diacetti.

Un nome che al sindaco di Roma ancora deve risuonare nelle orecchie: dopo la vittoria che lo portò al Campidoglio, la prima testa a saltare fu infatti proprio la sua, allora ad di Atac (oltre 230 mila euro di stipendio l’anno), il sesto nominato da Gianni Alemanno in appena 4 anni. Cosa spingeva Marino a tanta furia? La volontà di azzerare tutti i vertici delle partecipate per far cambiare rotta alla holding capitolina, colpita negli anni di governo della destra da una raffica senza precedenti di scandali e arresti.

Va riconosciuto che lo stesso Diacetti, al momento di entrare in carica a settembre 2012, non aveva fatto il massimo per passare per un esperto, come mostra un’intervista rilasciata durante la conferenza stampa e ancora disponibile in rete. Alle critiche dall’interno del Pdl, che imputava la nomina unicamente alla vicinanza al forzista Antonio Tajani, Alemanno lo difese davanti alle telecamere: «È privo di patronage politico, un manager puro». Talmente puro che pochi istanti dopo, rispondendo a una domanda su quale conoscenza avesse del settore dei trasporti, Diacetti ammise candidamente: «Le mie competenze sono limitatissime. Sono una persona che insegna all’università e ha molto piacere di studiare».

CHI SCEGLIE CHI
In Eur spa il manager arriverà da Risorse per Roma, dov’era tornato dopo l’esperienza all’Atac e fino allo scorso 31 luglio, da direttore del dipartimento Integrazione, guadagnava 240 mila euro l’anno, il massimo fissato per la Pa. Con una piccola rinuncia economica, prenderà il posto di Pierluigi Borghini (197 mila euro di compenso dichiarato nel 2013), ricordato a Roma come il candidato sindaco della “sconfitta annunciata”: con un Francesco Rutelli che a fine primo mandato viaggiava sulle ali del consenso popolare, nel 1997 non trovando nessuno disposto al martirio il Polo delle libertà scelse lui, vicino ai fratelli Abete e alla guida degli industriali del Lazio. Scaldò così poco il cuore dei suoi da riuscire a perdere perfino nelle roccaforti dei Parioli, Cassia e Flaming. E chi era (ed è sempre stato) fra i grandi sponsor di Borghini in Forza Italia? Proprio l’azzurro Tajani.

Altre impronte portano invece dritte dritte verso Ncd. Non solo per il legame che, si dice, legherebbe Diacetti all’ex An Andrea Augello. Ma perché in cda è entrato pure Enrico Pazzalli, fino a primavera amministratore delegato di Fiera Milano, feudo storico del centrodestra, specie quello passato armi e bagagli con Angelino Alfano, da Roberto Formigoni e Maurizio Lupi in giù (l’ex ministro fino a due anni fa era ancora ad della controllata Fiera congressi). E senza dimenticare l’influenza imprenditorial-sportiva: nel cda c’è infatti anche Claudia Bugno, fino a pochi mesi fa consigliere in Banca Etruria insieme a papà Boschi, che a marzo il presidente del Coni Giovanni Malagò ha messo a coordinare la candidatura olimpica di Roma 2024. Esattamente lo stesso ruolo che, da presidente del comitato organizzatore dei mondiali di nuoto del 2009, Malagò aveva affidato proprio a Diacetti.

SCHIAFFO O ROSPO?
Insomma, cacciato dalla porta, due anni esatti dopo il manager si prende la sua rivincita rientrando dalla finestra con tutti gli onori. E con una nomina che pare a tutti gli effetti uno schiaffo al sindaco Marino. Se non altro per la consuetudine secondo cui l’ad viene indicato dal Mef (è stato riconfermato l’uscente Gianluca Lo Presti, gradito a sinistra) e il presidente da Roma Capitale. Di qui la domanda: possibile che in Campidoglio nessuno sapesse che l’assemblea degli azionisti, di cui fa parte, avrebbe scelto un manager inviso al primo cittadino?

Di certo il 9 luglio con la delibera 234* la giunta Marino ha autorizzato il rappresentante del comune “ad esprimersi in conformità agli atti di designazione” dei nuovi assetti societari. Insomma, forse un cortocircuito comunicativo. O più semplicemente, per il sindaco, un rospo da mandare giù senza fare troppe storie. Che potrebbe trovare la sua spiegazione in un sostanziale disinteresse (al contrario dell’attivismo di Alemanno) per la sorte di Eur spa, travolta da una situazione finanziaria talmente difficile da aver già costretto a vendere i gioielli di famiglia per onorare i debiti e pagare i lavori dell’interminabile “Nuvola” di Fuksas.

E dire che, a saperli sfruttare, la società potrebbe campare dei dividendi del suo pregiato patrimonio, dal Colosseo quadrato al Palazzo dei congressi al Salone delle fontane. Invece è sul lastrico, dopo essere stata terreno di caccia per la destra e nelle mire di Mafia Capitale. Che oltre a poter contare sull’aiuto dell’ad Mancini, aveva a libro paga il suo fidato direttore commerciale Carlo Pucci (5 mila euro al mese) e aveva corrotto pure la responsabile parchi e giardini (2.500 euro): «Si è fatta comprà subito» gioiva al telefono Buzzi per la manovra riuscita. Non meraviglia dunque che, anche per una serie di operazioni dispendiose o discutibili (vedi la distruzione del Velodromo delle Olimpiadi per costruire un parco acquatico mai realizzato), la situazione sia drammatica.

Dopo aver ottenuto nei mesi scorsi dal tribunale fallimentare il concordato preventivo in continuità aziendale, un po’ di ossigeno dovrebbe arrivare a breve da 300 milioni derivanti dalla vendita all’Inail di quattro immobili. Ma non basterà, osserva la relazione del collegio sindacale: “L’incasso consentirà di ridurre ma non eliminare l’esposizione bancaria”. Colpa anche dei titoli tossici in pancia: un onerosissimo contratto derivato, che sarà rimborsato a partire dal prossimo anno, a fine 2014 a fronte di un valore nozionale di 124 milioni aveva un valore negativo di ben 41 milioni.

«Sono uno che sa mettere sotto controllo i conti» rivendicò Diacetti al momento di insediarsi all’Atac. Se è così, all’Eur troverà pane per i suoi denti.

*scarica la delibera DGCDelib. N 234 del 09.07.2015

Da Cinquequotidiano 2 settembre 2015 Roberto Diacetti ritrova un posto di lavoro: presidente di Eur Spa L’amministratore di numerose aziende pubbliche torna in pista a un anno dall’addio a Atac

“Positiva conferma a Ad di Eur Spa di Lopresti e la nomina a presidente di Diacetti, ora continuare risanamento e rilancio società”. Questo il Tweet fulminante dell’onorevole Umberto Marroni (Pd) dopo aver appreso la nomina avvenuta l’altro ieri. Resta da vedere se questa soddisfazione corrisponda solo agli entusiasmi dell’onorevole o sia fatta propria da tutto il Pd, ivi compreso da quello nazionale. Resta il fatto che il curriculum del neo presidente di Eur spa non corrisponde proprio all’inanellarsi di eclatanti successi manageriali  che giustificherebbero gli entusiasmi dell’onorevole. Diacetti è infatti un consulente che deve tutta la sua carriera a carrozzoni pubblici di Roma e dintorni non proprio al top della produttività, redditività ed efficienza aziendale. Infatti lo incontriamo nel 2007, poco più che trentenne, come direttore amministrativo di “Capitalelavoro”, società in house della provincia di Roma amministrata sino al 2008 da Enrico Gasbarra che ne deve aver apprezzato i meriti.

Dopo di che si fa alcuni “anni sabbatici” come di Direttore Generale del Comitato Organizzatore dei 13th FINA World Championships (federazione internazionale per gli sport acquatici) che si appresta ad organizzare eventi per i mondiali di nuoto che si svolsero fra numerose contestazioni e lavori incompiuti. Sindaco allora era Alemanno con una amministrazione di destra che non deve aver visto di cattivo occhio la nomina di Diacetti. Tant’è vero che una volta conclusi i giochi, diviene direttore generale a Risorse per Roma allora saldamente in mano alla destra e ai suoi clientes. Evidentemente, per i meriti acquisiti a RpR, nell’autunno del 2012 fra il gran salto e diviene il quarto amministratore delegato di Atac in quattro anni al posto di Tosti. Esperienza, ahinoi, breve che viene troncata dalla vittoria elettorale di Marino che lo defenestra nell’estate del 2013. Un professionista che, in qualità di manager o dirigente, riesce a cumulare una rilevante quantità di denaro pubblico solo in liquidazioni questo o di quell’ente.

Ma si sa, i soldi finiscono presto e con la dipartita di Borghini per scadenza dei termini si apre un buco alla presidenza di Eur spa che il nostro Diacetti, ormai ridotto alla fame dopo quasi un anno di disoccupazione, occupa grazie al consenso del ministero dell’Economia e delle Finanze proprietario al 90% di Eur Spa. Corre voce che il nostro sia piuttosto aperto alle sollecitazioni della politica e in particolare che sia molto vicino al ministro Alfano. Fra le altre qualifiche risulta che sia docente di Programmazione e controllo delle imprese pubbliche all’università di Cassino, dove ci auguriamo assolva al suo ruolo didattico gratuito. Infatti prima che intervenisse il tetto fissato da Matteo Renzi a 240mila euro (stipendio del presidente della Repubblica), il presidente Pierluigi Borghini arrivava a prendere 198mila euro annui a cui si aggiungevano 95mila di parte variabile “quale incentivo al raggiungimento di determinati obiettivi”. Orbene, considerando che di obiettivi Eur spa non ne ha raggiunti portandosi sull’orlo della bancarotta, i quasi 200 mila euro dovrebbero restare nelle tasche del nostro giovane manager almeno per i primi anni, il che giustifica l’esultanza di Marroni sempre sollecito nei confronti di chi ha perso il lavoro.

Scarica il curriculum di Roberto Diacetti dal sito di Risorse per Roma http://www.risorseperroma.it/images/trasparenza/cv_diacetti_2015.pdf

Leggi anche:

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Leggi il nostro Appello: l’EUR deve ritornare città pubblica

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la sede di EUR spa (foto AMBM)

 

(1) per 297,5 milioni complessivi. L’INAIL è un altro soggetto pubblico, ma esiste il solito rischio che di passaggio in passaggio i rigidi vincoli posti a tutela dei palazzi storici possano ammorbidirsi e le destinazioni imboccare strade private

(2) la relazione del collegio sindacale: “L’incasso consentirà di ridurre ma non eliminare l’esposizione bancaria”

(3) 28 Agosto 2015

EUR SPA, ASSEMBLEA SOCI APPROVA BILANCIO: ROBERTO DIACETTI NUOVO PRESIDENTE

“L’Assemblea degli Azionisti di EUR S.p.A. ( 90% Ministero dell’Economia e delle Finanze e 10% Roma Capitale), riunita in data odierna, dopo aver approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2014, ha confermato nella carica di Amministratore Delegato Gianluca Lo Presti e nominato Presidente Roberto Diacetti e quali membri del Consiglio di Amministrazione: Claudia Bugno, Enrico Pazzali, Tommaso D’Amaro. Il nuovo Consiglio di Amministrazione rimarrà in carica per tre esercizi, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2017. L’assemblea ha inoltre rinnovato il Collegio Sindacale della Società. L’assetto degli organi di governance societaria risultante dalle determinazioni odierne è pertanto il seguente: Consiglio di Amministrazione: Presidente Roberto Diacetti, Amministratore Delegato Gianluca Lo Presti, Consigliere Claudia Bugno, Consigliere Enrico Pazzali, Consigliere Tommaso D’Amaro, Collegio Sindacale, Presidente Vinca Maria Sant’Elia, Sindaco Mario Picardi, Sindaco Carlo Cinotti. Gli azionisti, nel formulare a tutto il Consiglio di Amministrazione uscente l’apprezzamento per l’impegno profuso, hanno espresso ai nuovi Amministratori i migliori auguri di buon lavoro per i futuri impegni”. Lo comunica, in una nota, Eur spa. (omniroma.it)

(4) (dal sito del Comune di Roma) Atac, presentato il nuovo a.d. Roberto Diacetti Roma, 19 settembre 2012 – Il sindaco Gianni Alemanno ha presentato alla stampa il nuovo amministratore delegato di Atac S.p.A., Roberto Diacetti.

Corriere  della Sera Campidoglio| Brusco confronto fra sindaco e ad: alla fine dimissioni immediate Atac, cade la testa dell’ad Diacetti Linea dura del sindaco Marino: per la successione ipotesi Rocco Sabelli. Alemanno: «Spoil system più spietato»

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