Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

SITO IN COSTRUZIONE

Il Sindaco e la dignità della città

Il video sulla pagina Fb del Sindacodi Anna Maria Bianchi Missaglia

10.25 Mentre sul  web si diffonde la voce di imminenti dimissioni del Sindaco, voglio fare alcune considerazioni – a titolo personale – sulle ultime vicende e sulle prospettive politiche future, che spero possano aprire  un dibattito non solo interno a  Carteinregola. 

Lo dico senza giri di parole: le dichiarazioni del Sindaco di regalare a Roma  i soldi delle sue spese di rappresentanza, umiliano ulteriormente  la città.

Una città sempre più abbandonata e preda di  quelli (della maggioranza e dell’opposizione) che, nello smarrimento del disastro scoperchiato da Mafia capitale, si stanno costruendo le future fortune elettorali o le future carriere, o entrambe. Come i parenti di un malato grave che anzichè darsi da fare per curarlo si scannano per accaparrarsi l’eredità. E le prospettive di un dopo Marino sono assai cupe, tra un Giubileo che scoppierà in una città impreparata e  un probabile periodo commissariale in cui si stempereranno le poche indignazioni per le vicende giudiziarie e si cancelleranno le tante rivendicazioni dei cittadini, privati di interlocutori politici. E alla fine arriverà una campagna elettorale in cui i partiti tradizionali si ripresenteranno  senza  alcun ricambio della classe politica, perchè nessun partito, tantomeno il PD, ha messo in discussione il sistema che ha portato alla degenerazione scoperta con Mafia capitale. E  una vittoria  del Movimento Cinquestelle non è così  scontata …

Bisgna dire che è davvero  incredibile che, nello sfascio rivelato da Mafia capitale, ci si accanisca su poche decine di euro spese da un Sindaco per motivi di rappresentanza, andando a rimestare tra gli scontrini come nella spazzatura. Ma il gesto di Ignazio  Marino, di regalare a Roma i soldi spesi con fondi destinati a  fini istituzionali  è un duro colpo  alla città. Il parlare di un Sindaco deve essere sì sì no no. Se ha gestito i soldi pubblici con correttezza, non deve regalare niente. Se invece li ha usati per  spese personali deve spiegarlo ai cittadini e prendersene la responsabilità. Dire “regalo alla città i ventimila euro”  sottintende che se si restituiscono  i soldi  nessuno  possa più eccepire sul tuo comportamento. Ma un Sindaco, per quanto  provato, non può cercare scorciatoie.

E se dovesse emergere che in varie occasioni Ignazio Marino ha utilizzato disinvoltamente  i fondi istituzionali, lo ritengo un motivo sufficiente per le dimissioni. E’ un fatto di rispetto delle regole e di rispetto dei propri cittadini. Ma questo non cancella  il fatto che Marino sia  stato  vittima di una campagna spietata,  per lo più ingiusta o sporporzionata, che l’ha trasformato nel perfetto  capro espiatorio di una classe politica  che spera di farla franca senza mettersi in discussione. Quello che voglio dire è che questo fuoco di fila  sull’uomo Ignazio Marino, anzichè sul Sindaco Marino e sulle scelte ( o le omissioni) del suo governo della città, ha finito con il cancellare tutte le responsabilità della maggioranza che lo sostiene, e, più in generale,  dei partiti coinvolti nelle indagini,  spostando  l’attenzione dell’opinione pubblica dai guasti, dalle mafie  e dalla corruzione al gossip meschino degli scontrini, come era già accaduto per le famose otto multe. Un numero come quello dei prestidigitatori che distraggono il pubblico sventolando fazzoletti con una mano mentre con l’altra mettono in atto i loro trucchi. Un capolavoro politico, certamente non pianificato, a cui ha ampiamente contribuito Marino  stesso,  con una sovraesposizione mediatica che gli ha regalato più ostilità che consensi.

E stupisce che questo ragionamento non l’abbiano fatto i partiti di opposizione, almeno quelli  che non appartengono  al sistema preesistente (anche se Alfio Marchini, dopo aver condotto una campagna elettorale smarcandosi dai guasti della partitocrazia ha appena – letteralmente – abbracciato al Convegno di Fiuggi il centrodestra di Berlusconi), che avendo concentrato i loro attacchi più sul piano personale che su quello politico, potrebbero trovarsi di fronte ad un agguerrito candidato del centrosinistra, ben confezionato come “il nuovo” e l'”antimarino”, e magari “l’uomo della provvidenza”.

E se il confronto elettorale  avvenisse, non nella prossima  primavera, ma un po’ più in là, con la giustificazione (fondata) che non si possono affrontare le elezioni durante un periodo difficile come il Giubileo, passato un certo intrvaello di gestione  commissariale, in cui l’opposizione (come noi comitati) non avrà più  nessuna controparte a cui opporsi,   e in cui  la gente avrà  tempo di dimenticarsi  di tutte le vicende giudiziarie  (o magari, al contrario, ne avrà viste talmente tante da arrivare  all’astensionismo da senso di impotenza), il rischio che tutto torni come prima è molto forte.

Magari con un elettorato ai minimi termini, diviso tra i soliti voti delle solite lobbies e un   voto di protesta dalle variabili poco prevedibili.

Roma non si meritava questo.

Anna Maria Bianchi Missaglia

Nota. Pubblicheremo man mano i contributi di quelli che vogliono partecipare ad una riflessione comune sulla situazione difficile che sta attraversando al nostra città e sulle possibili vie d’uscita (laboratoriocarteinregola@gmail.com)

 Commento di GUIDO MARINELLI  di Carteinregola

vorrei aggiungere poche parole, forse fuori dal coro, brevi ma che vorrei fossero oggetto di riflessione.
E le dico pur pensando che Marino abbia i suoi difetti. Ma, come tutti, ha anche i suoi pregi.

Come dice Sabella la mafia non combatte più lo Stato. La MAFIA se lo COMPRA e compra il potere. EVIDENTEMENTE Marino NON si è fatto comprare.
Per questo DEVE essere cacciato. Così ROMA TORNA ALLA MAFIA (anzi: la Mafia si riprende il piccolo pezzetto che era stato “intaccato”, non è mai stata mandata via veramente).
Una bella “insabbiata”, un “pulizia di facciata” e via. D’altra parte nessuno ha ancora toccato l’edilizia, i costruttori. E il grosso della corruzione, delle tangenti, dell’infiltrazione è lì.
E noi italiani siamo abituati a dimenticare. Ricordate quante cose abbiamo dimenticato? Stragi, assassini, mani pulite, P2, P3, P#, servizi segreti deviati, Gladio … insomma non si può fare l’elenco. Avevo detto poche parole !

Ecco: siamo disposti a dimenticare un’altra volta? Siamo disposti a fa richiudere definitivamente i muri di gomma della burocrazia capitolina che tuttora sono potentissimi e sono solo appena stati scalfiti ? Tuttora quando parli con un burocrate senti opacità, reticenza …. immaginiamo dopo la caduta della giunta.

Guido Marinelli

Commento di CLAUDIO LOMBARDI di Carteinregola

Concordo con l’analisi di Anna. Aggiungo solo che i poteri forti a Roma non erano Buzzi e Carminati, sono intatti e stanno in attesa perchè Roma, comunque, e col Giubileo in particolare, è un affare plurimiliardario e chi conquista il Campidoglio troverà i modi più opportuni per trarne vantaggio.
D’altra parte se il sindaco più importante d’Italia, quello più osservato e più esposto scivola sulla buccia di banana di qualche cena pagata con i soldi pubblici con chi ce la possiamo prendere? Con i giornalisti? Con l’opposizione che si appella alla magistratura? O con chi non ha capito in che posto fosse capitato e quale era la posta in gioco e ha agito con superficialità?
Ecco non vorrei fossimo condannati ad oscillare o scegliere tra affarismo, malaffare e idiozia

> leggi l’articolo di Claudio Lombardi su Civicoblog La parabola del sindaco Marino

Commento di PAOLO GELSOMINI di Carteinregola

L’attacco si è concentrato su Marino in quanto il personaggio si prestava mediaticamente ma in realtà l’obiettivo è molto più alto: riappropriarsi dei metodi e delle politiche che hanno consentito clientelismi, spartizioni, affidamenti diretti, opere inutili, consumo di suolo. Anche qualche assessore dava fastidio ed allora… muoia Marino con tutti i filistei….. Ancora una volta i poteri forti hanno vinto anche con la complicità di chi non ha saputo tradurre in proposta politica la denuncia, di chi ha fatto finta di appoggiare questa giunta e di chi non è riuscito a comunicare alla città un’idea forte e capace di coinvolgere la maggioranza dei cittadini.
Paolo Gelsomini

Commento di PAOLA LOCHE  di Carteinregola

Il sindaco Marino non è stato mai amato dal PD che praticamente l’ha scaricato  appena eletto e ora coglie l’occasione ghiotta per toglierlo definitivamente di mezzo dalla vita politica .

D’altra parte la figura di Marino è sembrata, sin dall’inizio del suo mandato di sindaco,  debole e inadeguata  a governare una città complessa e corrotta come Roma. La sua inadeguatezza e forse ingenuità  ha consentito una serie di  inciampi che hanno fornito ai suoi detrattori la possibilità di attaccarlo come mai era stato fatto sinora ad altri sindaci della nostra città.

Non è stato abile nel difendersi dagli attacchi su questioni vere o presunte che pian piano sono emerse. Serviva comunque più umiltà, credibilità e soprattutto carattere. Sicuramente ha avuto un pessimo ufficio stampa,  un’ inefficace e scarsa capacità comunicativa.

Rimane l’amaro in bocca di un’occasione perduta per la nostra città, poteva esserci la possibilità di trovare altri sistemi e altre politiche.

Ho sempre pensato che fosse una persona onesta ma  a questo punto non resta altro che dimettersi.

Paola

Share This Post